PREMIO COMEL 2025
Intervista a Claudio Sapienza
di Dafne Crocella
Claudio Sapienza è artista visivo e docente di discipline grafiche, pittoriche e scenografiche. Formatosi all’Istituto d’Arte e all’Accademia di Belle Arti di Catania, con esperienze Erasmus in Spagna e ulteriori master in arti visive e storia dell’arte, sviluppa un linguaggio ispirato alla Land Art e al Cosmo Art. La sua pratica comprende pittura, disegno, assemblaggi e opere site specific. Attivo in mostre personali e collettive, collabora con gallerie e curatori, ricevendo premi e riconoscimenti internazionali.
Il pubblico della XII edizione del Premio COMEL ha apprezzato particolarmente la tua opera Pagine di Esistenza, tanto da farti arrivare in cima alla classifica dei più votati permettendoti di aggiudicarti il Premio del Pubblico. Ti aspettavi questo riconoscimento? Cosa pensi che il tuo lavoro trasmetta alle persone che più lo apprezzano?
Quando lavoro intensamente ed appassionatamente ad un progetto, ad un’opera o ad un concorso, mi pongo come fine principale la coerenza tra tema, ispirazione, linguaggio e lavoro. Mi interessa quindi comunicare il mio pensiero, la mia visione in modo autentico. Dopodiché resto in attesa che quell’impegno e quella passione e quella ricerca di coerenza tra pensiero ed azione trovino negli altri un accoglimento, una comprensione e – perché no! – un apprezzamento. Non nascondo quindi il mio orgoglio e la gratificazione nell’essere in cima della classifica dei più votati per questa XII edizione del Premio COMEL. Un fatto per me per nulla scontato!
L’opera rappresenta un grande libro in metallo. Hai già lavorato con questo soggetto? Cosa rappresenta per te il libro?
L’idea di lavorare ad un libro in chiave artistica e in maniera non convenzionale mi piace molto, infatti, da qualche tempo ho elaborato alcune opere nella forma del libro d’artista. Il libro, così come la sua rappresentazione, può incarnare l’idea di narrazione, comunicazione e trasformazione di un pensiero anche molto intimo, in un codice linguistico universale, che può viaggiare nel tempo e nello spazio e, pertanto, ha già in sé una grande carica evocativa. Questi aspetti mi affascinano e mi interessano molto.
Nuvole di terra
Nelle tue opere appaiono frequentemente riferimenti letterari. Che rapporto hai con il testo scritto e quali sono gli autori ai quali ti riferisci più frequentemente?
Per ragioni personali, ma anche di formazione e studio mi sono da sempre confrontato con letture, testi, approfondimenti culturali e letterari eterogenei, prediligendo in particolare la saggistica e la poesia che mi offrono spunti di ricerca, riflessione e rielaborazione in chiave artistica. La mia prima mostra personale, nel 2005 nacque proprio dall’idea di presentare la rielaborazione personale pittorica di alcuni testi poetici del Novecento, da Ungaretti a Neruda, da D’Annunzio a Jiménez. Da allora la poesia continua ad alimentare e sollecitare le mie suggestioni visive. Un’opera letteraria che ultimamente sta determinando una forte ispirazione in me è Il Profeta di Gibran. Inoltre, i testi di Antonio Mercurio come Ipotesi su Ulisse o Le regole di navigazione notturna sono per me fonte inesauribile di sollecitazione artistica ed esistenziale.
La XII edizione del Premio COMEL ha chiesto agli artisti di lavorare sul tema della forza, intesa come elemento che ci permette di mantenerci integri sopportando i tanti accidenti ai quali la vita talvolta ci pone davanti. Come senti che quest’opera abbia risposto al tema? E che valore dai nel tuo lavoro al concetto di forza?
Ho presentato quest’opera dedicandola all’Uomo, che vive e trasforma il suo personale travaglio, creando bellezza e all’Umanità che impara a resistere alla brutalità dei conflitti, così da rialzarsi, trasformare e costruire una nuova civiltà. A questo tipo di forza, profondamente rigenerativa ho voluto riferirmi con il mio lavoro.
Le pagine di alluminio di cui si compone il grande libro si sostengono da sé, come se avessero una loro forza e dalla loro superficie metallica cosparsa di cenere vulcanica e segnata dal proprio vissuto – come la pelle di un’anima che ha affrontato profondi travagli, morti e rinascite – provengono tracce di nuova vita sotto forma di foglie, a comporre una costellazione organica carica di nuova energia e bellezza. Ritengo che la Vita inviti incessantemente l’Uomo ad essere artista della propria esistenza in una dimensione cosmica della quale è parte integrante. L’arte, secondo me, ne è la metafora più intensa e persistente.
Dalla cenere
In Pagine di Esistenza compaiono segni grafici che esprimono l’idea di una scrittura autografa senza che questa sia traducibile in un testo. Che valore ha per te il testo scritto a mano? E che rapporto c’è nel tuo lavoro tra impulso manuale e concetto mentale?
L’opera reca le tracce di una scrittura asemica, ottenuta mediante diverse stratificazioni e gestualità: apposizioni ora più sciolte ed impulsive, ora più controllate e calibrate, incisioni e graffiature più rigide e marcate che hanno poi lasciato il posto ad abrasioni e cancellature e poi ancora nuove apposizioni di segni. Il tutto per ottenere quella che appare come una lingua muta ma carica dell’evocazione simbolica della storia, di una memoria tanto stratificata e indecifrabile ma ancora presente e tangibile.
Il mio segno in questo caso, oltre ad essere personale, divenendo ‘scrittura’, assume i connotati di un antico codice di conservazione e trasmissione di memorie esistenziali, affinché possano continuare a vivere nel tempo.
L’opera è realizzata su una grande lamiera di alluminio. Che rapporto hai con questo materiale? Lo hai già utilizzato in altri lavori? Quali ritieni siano le sue peculiarità che lo rendono interessante artisticamente? Da dove proviene questo materiale e quanto i materiali di recupero rientrano nella tua opera e perchè?
La storia che sta alle spalle del materiale diventato supporto per la mia opera Pagine di esistenza per me è molto speciale. Ho usato questo metallo in occasioni sporadiche, sia per lavori scultorei in passato, ai tempi dei misi studi all’Accademia di Belle Arti d Catania, sia più recentemente per alcune opere pittoriche. Quando ho letto il tema di questa 12ª edizione del Premio Comel, mi è sembrato molto affascinante e interessante il tema, pertanto ho deciso di sperimentare qualcosa che potesse rispondere al contenuto proposto, mettendo in luce le qualità materiche, luministiche e pittoriche del materiale. Mi sembra che nella sua duttilità e plasticità abbia realmente una forza intrinseca, quella dell’adattabilità, della resistenza, durevolezza, mantenendo una sua luce, come fosse un valore assoluto ed irriducibile.
A partire da queste considerazioni, ho abbozzato alcune idee per poi mettermi alla ricerca del supporto di alluminio che potesse rispondere al meglio alla mia intenzione comunicativa. Durante la mia ricerca ho finalmente individuato in un angolo di una grande azienda che si occupa di smaltimento e recupero di metalli di vario tipo, una vecchia lamiera perfettamente adatta al mio progetto. La cosa sorprendente e straordinaria è che questa lamiera aveva esattamente le stesse proporzioni del bozzetto che avevo realizzato, si presentava ripiegata come un grande libro la cui superficie era segnata dalle tracce di un vissuto, di un’esistenza che ha resistito al tempo, agli agenti esterni, fisici, chimici, umani ed atmosferici. Per di più, essendo ripiegata due volte presentava la possibilità di poter sviluppare al meglio l’idea di rinascita dall’interno delle sue pagine.
Questo ‘ritrovamento’ mi ha dato ulteriore conferma di come nella vita spesso gli incontri o le occasioni che si pongono nel proprio cammino non solo vadano colte ma sono spesso espressioni di un nesso, che sfugge a qualsiasi decodificazione razionale, ma che di sicuro può essere ricondotto ad una sottile corrispondenza tra i fenomeni e le nostre più profonde decisioni in accordo agli eventi esterni a noi. Anche per questo mi piace utilizzare elementi di recupero, naturali e non, nei miei lavori. Vi scorgo una naturale espressività, una poesia difficilmente realizzabile in altro modo e dalla quale riesco a trarre ispirazione per la creazione di lavori carichi di evocazioni.
Profondità del mare
Dal cratere
Sulla lamiera di alluminio hai effettuato un lavoro in tecnica mista utilizzando anche sabbie vulcaniche provenienti dall’Etna. Che importanza ha la tua terra nella tua ricerca espressiva sia dal punto di vista materico che da quello concettuale?
Abito proprio alle pendici dell’Etna. Questo vulcano è per me una costante fonte di ispirazione per la sua intensa energia, i fenomeni che lo caratterizzano, le tracce che determina nel territorio circostante, la materia che sprigiona frequentemente. La cenere che proviene dalle sue profondità, la sabbia che caratterizza il paesaggio Etneo, sono per me materia plastica e pittorica, al pari del blu del mare che circonda la mia isola o del giallo delle ginestre in fiore che crescono spontanee sulle pendici etnee. Per me alcuni elementi della natura e del territorio vulcanico ed isolano in cui vivo, hanno in sé una valenza espressiva molto forte, che scelgo di impiegare e valorizzare nella mia ricerca artistica. La cenere vulcanica in particolare per me condensa più elementi naturali: è terra, ma anche fuoco, aria ed acqua… è una sostanza che provenendo dalle viscere della terra passa dal cielo a migliaia di metri sopra la terra per poi ricadere su di essa e sul mare nutrendo orti e vigneti, giardini e fondali, così come la mia immaginazione e la mia creatività.
Nell’osservare le tue opere emerge un’attenzione particolare sia agli aspetti materici che a quelli concettuali, dalle intuizioni legate a testi letterari o brani musicali, ai richiami alla terra siciliana, a un’attenta ricerca sui materiali, la loro storia, la loro origine e la loro capacità di trasformarsi. Quali sono stati i tuoi maestri? A quali nomi del passato è legato il tuo percorso creativo?
Per me materia e concetto hanno un valore sovrapponibile. In un’inarrestabile ricerca di sintesi tra i due aspetti, attuo una sperimentazione linguistica che mi consente di adottare molteplici materie e materiali, tecniche e strumenti per rendere concreto un pensiero, una visione. Così come un compositore nell’orchestrare la sua sinfonia affida a ciascuno strumento la sua specifica parte, funzionale alle altre, allo stesso modo mi piace pensare che nel comporre i miei lavori possano rientrarvi suoni e voci provenienti da vari strumenti e che trovano nell’opera d’arte visiva una nuova collocazione, un nuovo principio di significato, in piena coerenza con il mio sentire e con la mia visione.
Questa eterogeneità linguistica corrisponde anche con la diversità dei maestri e dei riferimenti artistici e culturali cui sono legato. Da Leonardo a Klee, da Monet a Kiefer, da Turner a Penone arrivando alla Land Art e alla Cosmo Art, ho da sempre nutrito un particolare interesse per tutte le espressioni artistiche che in qualche modo creano un’atmosfera evocativa del mondo naturale, con il suo mistero, la sua bellezza, il suo carattere immanente e trascendente insieme. Non da meno, sono anche molto influenzato da suggestioni del mondo musicale classico e contemporaneo, come dalla poesia e dal pensiero filosofico che indaga il rapporto Uomo-Natura nelle sue qualità ontologiche ed esistenziali.
Water leaves
In primavera si terrà allo Spazio COMEL una tua personale. Hai già in mente alcune opere che vorresti esporre o un percorso concettuale che ti interesserebbe portare?
Si, sono molto grato per questa opportunità di presentare presso lo Spazio COMEL un progetto espositivo personale. Per quest’occasione ho già una visione, che sta diventando progetto e che è perfettamente in linea con la ricerca che conduco negli ultimi tempi e con la sperimentazione ed elaborazione di opere in cui l’elemento terra è fondamentale, come possibilità di evocazione di un contenuto e di un sentire molto profondo.
Oltre alla personale allo Spazio COMEL hai qualche altro progetto di cui puoi svelarci qualcosa?
Ho altri progetti ai quali sto dedicando impegno ed energia, in particolare un’esposizione personale presso un’istituzione pubblica, luogo rappresentativo della cultura della mia città, Catania. Oltre a questo anche una pubblicazione monografica del mio percorso artistico svolto finora e la partecipazione ad alcuni eventi e progetti di carattere internazionale.









