PREMIO COMEL VANNA MIGLIORIN 20-21

I finalisti di Legami in alluminio: The Bounty KillArt

Era il 2002 quando Gualtiero Jacopo Marchioretto, Rocco D’Emilio, Dionigi Biolatti e Marco Orazi, studenti all’Accademia delle Belle Arti di Torino, decisero di dare vita al collettivo The Bounty KillArt.

Padroneggiando varie tecniche di pittura, incisione, fotografia, grafica e scultura e giocando con vari materiali dal gesso alla resina, dalla ceramica all’alluminio, il collettivo crea un ponte tra l’arte antica, neoclassica e rococò e l’arte contemporanea. Attraverso l’ironia irriverente e il nichilismo, stigmatizzano stereotipi e idiosincrasie dei tempi moderni.
Hanno all’attivo importanti mostre personali e collettive, tra cui L’Air ne fait pas la chanson, a cura di Eva Menzio, nel Tunnel Riva a Monaco, Jackpot! alla Galleria Allegra Ravizza di Lugano, nel 2014, Oggi il kitsch, a cura di Gillo Dorfles, che si è tenuta nel 2012 alla Triennale di Milano, nel 2016 hanno esposto le loro sculture dissacranti accanto alle storiche ceramiche di Palazzo Madama a Torino.

La loro opera “Cast Away” (fusione in alluminio) è tra le 13 opere finaliste dell’ottava edizione del Premio COMEL “Legami in Alluminio”.

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