PREMIO COMEL VANNA MIGLIORIN 2018

Premio COMEL 2018: vince Sergey Filatov

Proclamato il vincitore della VII edizione del Premio COMEL Vanna Migliorin Arte Contemporanea 2018: l’artista Sergey Filatov per l’opera “Platasonus, 2017”

È un artista poliedrico che spazia dalle belle arti alla musica. Autore di strumenti musicali e sculture sonore. Dal 2003 è membro della International Association of Art – AIAP UNESCO. Vincitore del premio di arte contemporanea Kuryokhin 2016, nella categoria “Best media object”. Le sue opere fanno parte di collezioni in Russia, India, Canada, Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti. Ha partecipato ad importanti progetti artistici e festival, come “Ars Electronica” (Linz, Austria), “Biennale of Contemporary Art” (Moscow), “Waterfront” (St. Petersburg — Helsinki — Copenhagen); International cultural forum (State Hermitage) etc..

Dal giudizio della giuria:

“Nell’opera Platasonus, Sergey Filatov, rifacendosi alle sperimentazioni tra musica d’avanguardia e arti visive, con essenzialità costruttiva e originale e minimale tecnologia, utilizza l’alluminio come metallo sonoro, grazie all’azione percussiva di fili mossi da semplici congegni elettrici, recanti all’estremità piccoli batacchi. Il contrasto tra l’essenzialità funzionale della struttura e la suggestiva casualità degli effetti musicali si risolve in un senso di delicata, discreta e intimistica armonia, non scevra da una sottile e forse inquietante allusione alle possibili ibridazioni tra l’uomo e la macchina”.

La giuria, sottolineato il buon livello e la varietà di registri stilistici e di percorsi tecnologici delle opere finaliste, decide quindi di segnalare quattro lavori.

Precisamente:

Marco Cavalieri, per l’opera My time con la seguente motivazione:

“L’originale assemblaggio di oggetti e lastre incise di alluminio a configurare un immaginario congegno girevole, confezionato a modo di totem, rimanda all’idea di meccanismi interni della vita, tra memoria e tempo.”

Laura De Lorenzo, per l’opera Piattaforma AL-13 con la seguente motivazione:

“Nella struttura caratterizzata da una elegante essenzialità compositiva, coesistono, con un assetto di felice sintesi visiva, dinamica costruttiva e planare ed effetti pittorici affidati alle qualità duttili e sensibili del metallo.”

Monika Kosior, per l’opera My Open heart con la seguente motivazione:

“L’artista polacca gioca con raffinatezza tra il “cuore aperto” dell’intimità psicologica e spirituale dell’artista e il disvelamento quasi chirurgico dell’anatomia di un organo da sempre in bilico tra le sue funzioni fisiche e la sua millenaria connotazione metaforica e simbolica.”

Federica Zianni, per l’opera Labyrinth I con la seguente motivazione:

“Una forma cava e sottolineata da un motivo formale avvolgente, in cui il riferimento ad una natura organica e in particolare alla struttura interna di un padiglione auricolare è motivo per riportarci intensamente al tema dell’ascolto e del silenzio.”

Ricordiamo i membri della giuria: prof. Giorgio Agnisola, critico d’arte e scrittore, docente di Arte Sacra presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale; Andrea Baffoni, storico e critico d’arte, curatore di mostre in Italia e all’estero, saggista e giornalista; Lorenzo Canova, storico dell’arte, curatore, critico d’arte e professore associato di Storia dell’Arte Contemporanea presso il Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione dell’Università degli Studi del Molise; Ada Patrizia Fiorillo, storica e critica d’arte, giornalista e professore associato di Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università degli Studi di Ferrara; Maria Gabriella Mazzola, titolare con la sua famiglia della CO.ME.L., azienda promotrice e sostenitrice del Premio COMEL.

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