PREMIO COMEL VANNA MIGLIORIN 2016

PREMIO COMEL VANNA MIGLIORIN 2016

Premio COMEL 2016: vince Luce Genevieve Delhove

Premio COMEL 2016: vince Luce Genevieve Delhove

Proclamato il vincitore della V edizione del Premio COMEL Vanna Migliorin Arte Contemporanea 2016: l’artista Luce Genevieve Delhove per l’opera “Raminia N.12”

Dal giudizio della giuria:

“L’opera muovendo da uno spirito neo dadaista con una finissima tensione astratta testimonia una colta e raffinata capacità ricreativa in termini visivi, modulando le superfici lamellari di un radiatore in alluminio con segni e impressioni tali da evocare con una rara sensibilità poetica e musicale le infinite modulazioni della luce riverberata dal metallo.”

Luce Genevieve Delhove nasce in Belgio. Designer, incisore, pittrice e scultrice, vive e lavora a Milano ed è titolare della cattedra di Grafica presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Fin dal 1979 si occupa d’incisione, approfondendone le conoscenze dei linguaggi e delle tecniche e dal 1998 incomincia a sperimentare nuovi materiali per le grafiche. Realizza quindi delle sculture con carte stampate, cellulosa, ferro e materiale tessile. Inoltre sperimenta l’ardesia e si dedica anche alla realizzazione di gioielli. L’arte dell’incisione si ritrova in tutto il lavoro di Luce Delhove: percezione, esperienza e consapevolezza della memoria, volontà cognitiva e tensione costruttiva. La ricerca sulla luce che inizialmente è limitata allo spazio bidimensionale si espande nello spazio tridimensionale della scultura, nell’installazione e nei gioielli d’artista. L’abilità tecnica e l’influenza del design si fondono con la ricerca artistica. Dal 2006 la sua attenzione si sofferma sull’osservazione delle palme e di tutti gli elementi che la compongono, come fibre, foglie, semi, realizzando frottage su lunghi fogli stretti assomiglianti a grandi kakemono, alte sculture verticali di carta pesta, piccoli e grandi ventagli. Dal 2011 realizza sculture in ferro e alluminio con materiale di riciclo creando delle texture sulle superfici. Dal 2012, lavora su un progetto intitolato, “Infinite ragioni”, dedicato al fiume Adda, ponendo una particolare attenzione alla presenza delle robinie. Partecipa a numerose collettive e realizza personali in Italia e all’estero.

La giuria decide inoltre di indicare due opere che per registro espressivo e stilistico e per rispondenza al tema meritano una particolare segnalazione.

Precisamente:

Schegge di stelle trafiggono la notte”, (2016), di Ugo Cossu, con la seguente motivazione:

“L’opera si caratterizza per una calibratissima composizione geometrico-spaziale, realizzata con una base sagomata a variabile rilievo, attraversata, come fossero fasci di luce, da due lame di alluminio incise con segni finemente elaborati in chiave geometrica e decorativa.“

Metropolis”, (2016), di Giampaolo Cataudella, con la seguente motivazione:

“L’opera è una superficie rilevata e informe, in cui il metallo trapela entro un cromatismo rossastro, con innesti e raschiature e segni incisi, scompartita in due zone recisamente divise da una fessura verticale, come una ferita che taglia al centro l’opera. La nettezza di tale fessura contrasta con la casualità del contesto formale. A fare da sintesi è la luce morbida, pacata, come un sotteso riverbero, che emana lievemente dal metallo.”

Video delle 13 opere finaliste