
I FINALISTI DEL PREMIO COMEL
Nadia Nespoli
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CENNI BIOGRAFICI
Vive e lavora a Milano. La sua ricerca indaga il rapporto tra segno pittorico, memoria e cancellazione dell’immagine. Dopo gli esordi, con opere di matrice informale, sviluppa un linguaggio personale fondato sulla frammentazione, la copertura e la ricomposizione della figura. Lavora prevalentemente su carta, attraverso tagli e stratificazioni, e poi sviluppa cicli dedicati al bianco, con velature che occultano e allo stesso tempo rivelano l’immagine originaria. Nei lavori più recenti introduce filo, tessuto e materiali di recupero. Nel 2012 fonda il Laboratorio Artemisia presso la Casa di Reclusione di Milano-Bollate. Ha esposto in Italia e all’estero, tra Milano, Roma, Lugano, Bucarest, Stoccolma e Hangzhou.
OPERA IN CONCORSO
NON TEMERE, 2026
Tecnica mista su alluminio, rilegatura a uncinetto con filo di alluminio
30 x 35 x 3 cm
Nadia Nespoli in Non temere, del 2026, sovverte la natura industriale dell’alluminio trasformandolo in un intimo “quaderno d’artista” con pagine dipinte e rilegate a uncinetto. In quest’opera non c’è solo il senso del riuso e dell’ordinarietà materica restituita alla parola poetica; emerge anche un desiderio quasi ludico di cogliere la felicità della rigenerazione, un sognare a occhi aperti applicato alla materialità del fare. Sfruttando la freschezza di un metallo duttile e malleabile, l’artista spoglia la materia della sua freddezza seriale per farne una forma aperta e sensibile. Il titolo dell’opera, impresso con antichi timbri, risuona così come un forte imperativo etico, esortando ad abitare il domani come un fertile spazio di incontro e crescita interiore.

