Project Description

I FINALISTI DEL PREMIO COMEL 2012

Emanuela Carone

Roma – ITALIA

I FINALISTI DEL PREMIO COMEL 2012

Emanuela Carone

Roma - ITALIA

CENNI BIOGRAFICI

Nata a Sermoneta nel 1945, viva e lavora a Velletri. Fotografa che ama raccontare tramite le immagini ha partecipato a personali e collettive in Italia e in Europa. La sua continua ricerca artistica l’ha portata anche a sperimentare le immagini tridimensionali e l’utilizzo di materiali diversi.

OPERA IN CONCORSO

CUBICOLORE (2012)

SCULTURA - stampe fotografiche su alluminio
cm 50 x 50 x 50

Se ¡I cerchio e la sfera rappresentano la perfezione celeste, il quadrato ed il cubo invece ne sono l'equivalente terrestre: quattro sono gli elementi (acqua, terra, fuoco, aria), quattro le serie dei segni zodiacali, quadrata è la pianta di molti edifici sacri, sui 'Sacri quattro' giuravano i Pitagorici, quattro le lettere che indicavano il nome di dio nel tetragramma ebraico, fino ad arrivare alle derive ottico-illusionistiche del cubo di Necher o alle elucubrazioni logicomatematiche in quello di Escher. Il cubo ha dunque una storia antica, lontana e complessa ma, su tutto, è metafora di equilibrio. Emanuela CARONE lavora per collage e sovrapposizioni di immagini fotografiche e da anni predilige il formato quadrato. Un formato che fa da perfetto contraltare alle sue storie non storie, alle sue narrazioni non narrate, a quei racconti lacerati, drammaticamente spezzati, che dilaniano, interrompendolo, il flusso di memoria, facendone emergere solo istantanee, flashback, rievocazioni lontane. Qui però il quadrato, moltiplicandosi per sei, si fa felicemente cubo, per suggerire, in un gioco di regola e caso, la storia di una donna, la fabbrica, l'alluminio, la Cornel. Il cubo anzi il 'Cubicolore'', così sospeso e soggetto al minimo spostamento d'aria, si mette in gioco affidandosi alla sorte, un po' 'cubomagico'(di Rubik), ma anche dado, simbolo per antonomasia di regola e caso: «Come il giorno e la notte, la regola e il caso sono due contrari, come il caldo e il freddo, l'umido e il secco, il maschile e il femminile (..) La regola dà sicurezza (..), il caso è l'imprevisto, a volte terribile, a volte piacevole»*. E così, in un imprevedibile ma avvincente cammino tra reale e simbolico, fatto di ostacoli e sorpassi, retrocessioni ed avanzamenti, premi e penalità, il gioco della vita va avanti all'infinito, fino al raggiungimento di un centro che diventa risalita verso l'origine: alea iacta est.
* Munari, La regola e il caso in Verbale scritto, Corraini, 2009, pagg. 32-33

RICONOSCIMENTI

FINALISTA PREMIO COMEL 2012