I FINALISTI DEL PREMIO COMEL 2023

Marco Riente

Praia a Mare (CS), ITALIA
www.marcorientearte.com
I FINALISTI DEL PREMIO COMEL 2023

Marco Riente

Praia a Mare (CS), ITALIA
www.marcorientearte.com
 
CENNI BIOGRAFICI

Nato a Praia a Mare (CS) nel 1989, si diploma al Liceo artistico di Maratea (PZ) e successivamente in Pittura e Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. La sua ricerca è un percorso psico- sociale all’interno dell’umano, volto ad attraversare gli aspetti più sacri: un dialogo, una narrazione delle sue virtù, debolezze, precarietà e del suo essere in quanto umano. Nel corso degli anni ha partecipato a numerose collettive e concorsi. Dal 2019 insegna discipline plastiche nelle scuole secondarie di II grado. Vive e lavora a Milano.

OPERA IN CONCORSO

SOCIETAS, 2023

SCULTURA – Polvere di alluminio, resina e alluminio
cm 25 X 30 X 25

Una forte tensione prospettica ed emozionale, che determina nello spettatore la percezione come di un soffocamento dei profili umani collocati su di un semplice supporto, caratterizza quest’opera di Marco Riente, fortemente allusiva di una condizione dolorosa, fisica e psicologica, che oggi più che mai segna la vita privata e sociale. Ne deriva l’espressione di una intensa e partecipe umanità.

RICONOSCIMENTI

FINALISTA PREMIO COMEL 2023

Intervista di Ilaria Ferri

Ancora oggi – anche causa disnomia – la scultura è lo strumento comunicativo che mi libera da ogni difficoltà verbale.

Affermi che l’opera “Societas”, finalista alla X edizione del Premio COMEL, pone l’attenzione dell’osservatore sulle tragiche conseguenze della crescita demografica che causa non solo il sovraffollamento del pianeta, ma il costante schiacciamento e oppressione, sia fisica che morale, dei più deboli e dei più poveri. Come è nata l’idea di realizzare questo lavoro e poi iscriverlo al Premio COMEL?

E’ nata nel mio immaginario poco prima di parteciparvi. Quando sono venuto a conoscenza del Premio allora ho deciso di realizzare la scultura proprio utilizzando l’alluminio, ma senza distaccarmi dal mio stile di produzione e dal genere di materiali che solitamente impiego. Così ho scelto di realizzare una mescola composta da polvere di alluminio e resina epossidica.

In Accademia imparando a realizzare stampi in gomma siliconica, Primavera 2013,

I volti che caratterizzano la tua opera offrono una vasta gamma di emozioni: desolazione, smarrimento, rassegnazione. Trasmettono una vibrante tragicità che può diventare anche un monito per chi guarda. Secondo te l’Arte può essere uno strumento per risvegliare le coscienze e stigmatizzare i comportamenti dannosi ed egoistici?

Certamente, ma per far sì che ciò diventi realtà e non rimanga un’utopia è necessario educare le persone ad ascoltare ed osservare con dedizione. C’è bisogno anche di tanta empatia.

La tua “ricerca poetica – affermi – è un percorso psico-sociale all’interno dell’umano, che attraversa gli aspetti più sacri: un dialogo, una narrazione delle sue virtù, delle sue debolezze, della sua precarietà, del suo essere in quanto umano”. È chiaro che per te il racconto e il dialogo sono strumenti essenziali per parlare dell’Uomo e comprenderne i comportamenti, per te l’arte è più uno strumento di indagine o un mezzo per entrare in contatto con gli altri?

Entrambi. E’ sicuramente uno strumento di indagine esterna e talvolta interna, ma al tempo stesso, un irrinunciabile strumento vitale di comunicazione degli artisti verso il mondo.

Qui e per sempre, gesso e fiori di stagione, 2023

Nella tua biografia si legge che già in tenera età eri alla ricerca di un modo per “esprimersi al di là della parola”, l’Arte è stata dunque un modo per superare le timidezze infantili. La capacità e l’opportunità di esprimersi in modi diversi quanto sono state importanti per te?

Sono stati fondamentali. Ancora oggi – anche causa disnomia – la scultura è lo strumento comunicativo che mi libera da ogni difficoltà verbale.

Oggi insegni discipline plastiche e scultoree nelle scuole secondarie di secondo grado, quanto è importante l’aver sperimentato in prima persona che l’Arte può essere un modo per superare limiti e barriere personali nel contatto con i ragazzi? Secondo te l’Arte può essere anche un potente strumento pedagogico o è principalmente una “materia di studio”?

Ogni giorno, durante il mio dialogo scolastico quotidiano, provo con tutto me stesso a far capire ai ragazzi che qualsiasi attività o disciplina affrontata con passione – dagli sport alle arti – può farci superare le difficoltà che incontriamo nella nostra vita. E l’arte può insegnarci tanto, sia dal punto di vista educativo-costruttivo, sia dal punto di vista creativo.

Sotto il cielo di settembre, sabbia e resina, 2014- Opera vincitrice del 24’ Premio Viviani

Sei partito studiando la pittura per poi passare alla scultura e l’incisione, cosa ti ha colpito di più di questi due linguaggi? In cosa senti di esprimerti meglio attraverso queste tecniche?

Mi esprimo meglio all’interno dello spazio-tempo, pertanto prediligo la scultura. Ad ogni modo, sono due forme d’arte lente e non dirette come la pittura: implicano un processo elaborativo piuttosto lungo e complicato. L’educazione all’attesa e il rispetto verso il lento processo creativo sono ciò che scultura ed incisione mi hanno insegnato.