Muove i primi passi nel mondo dell’Arte a metà degli anni 80 frequentando un corso per la lavorazione del vetro, frequenta la scuola d’Arte “Aldo Kupfer” in provincia di Brescia, dove perfeziona il disegno, la pittura, la scultura e il mosaico.

Fabrizio Pedrali nel suo atelier

Il suo desiderio di sperimentare e la sua curiosità portano Fabrizio Pedrali dapprima a misurarsi con materiali come creta e gesso e poi ad approfondire la conoscenze e l’utilizzo di resine e composti, marmi e pietre con inserti in bronzo, alluminio, ferro e legno. Sin da subito abbandona il figurativo per l’informale geometrico, nelle sue opere ama creare un gioco di movimenti nel quale l’osservatore può seguire un proprio percorso esperienziale. I suoi lavori sono presenti in varie collezioni pubbliche e private.

La sua opera “Venere” (installazione in alluminio satinato e spazzolato, con inserti in bronzo su supporto in legno) è stata selezionata dalla giuria di esperti  Giorgio Agnisola, critico d’arte e scrittore, docente di arte sacra presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e presidente di giuria; Elena Pontiggia, critico d’arte, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia delle Belle Arti di Brera; Marcello Francolini critico d’arte, curatore indipendente, docente di Storia dell’arte Contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria; Vincenzo Lieto, curatore e direttore artistico della Pinacoteca di Gaeta (LT); l’imprenditrice e manager Maria Gabriella Mazzola titolare con la sua famiglia della CO.ME.L., unica azienda promotrice e sostenitrice del Premio COMEL) rientrando tra le 13 opere finaliste dell’ottava edizione del Premio COMEL “Legami in Alluminio”.