Nato in Grecia, Niko Kapa si laurea in architettura presso il Royal College of Art di Londra, dove vive e lavora tutt’ora. Ha esposto in personali e collettive un po’ in tutto il mondo: dall’Europa al Medio Oriente, dalla Cina all’India e agli Stati Uniti.

Secondo Niko Kapa l’Arte è un modo per rappresentare l’intangibile attraverso il tangibile, ovvero un mezzo per esprimere emozioni, pensieri e sensazioni attraverso le opere d’arte. Il suo percorso artistico lo ha condotto, attraverso un approccio interdisciplinare, ad unire la sua anima di architetto a quella d’artista cimentandosi in una pratica che tenta di dar forma allo spazio piuttosto che alla materia. L’atto di plasmare e rimodellare i vari materiali, permette all’artista di esplorare il mondo interiore e quello esterno in un continuum che fa diventare l’Arte un potente mezzo espressivo e di interazione sociale.

La sua opera “Bond” (intreccio di strisce di alluminio modellate sulla propria testa) è stata selezionata dalla giuria di esperti (Giorgio Agnisola, critico d’arte e scrittore, docente di arte sacra presso la Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e presidente di giuria; Elena Pontiggia, critico d’arte, docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia delle Belle Arti di Brera; Marcello Francolini critico d’arte, curatore indipendente, docente di Storia dell’arte Contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria; Vincenzo Lieto, curatore e direttore artistico della Pinacoteca di Gaeta (LT); l’imprenditrice e manager Maria Gabriella Mazzola titolare con la sua famiglia della CO.ME.L., unica azienda promotrice e sostenitrice del Premio COMEL) rientrando tra le 13 opere finaliste dell’ottava edizione del Premio COMEL “Legami in Alluminio”.