di Ilaria Ferri

È alla guida, insieme alla sua famiglia, di un’azienda leader nel commercio di profilati in alluminio da oltre 50 anni. Un’azienda dal volto umano che guarda costantemente all’innovazione ed è unica sostenitrice di un premio internazionale d’arte contemporanea. La profonda conoscenza del materiale unita alla passione per l’Arte le permettono in ciascuna edizione del Premio COMEL di valutare con competenza la lavorazione e valorizzazione dell’alluminio.

Con la tua famiglia sei a capo di un’azienda che si occupa del commercio di profilati in alluminio. Come è nata l’idea di creare un premio che vedesse protagonista sempre l’alluminio ma in una veste completamente diversa da quella che siete abituati a vedere e trattare?

La nostra azienda COMEL è sempre stata protesa a sostenere iniziative artistiche e culturali come mostre, calendari artistici, pubblicazioni riguardanti il nostro territorio. Sponsorizzazioni che hanno rappresentato un sistema alternativo di comunicazione aziendale, diversificandoci sicuramente nel nostro settore, ma che hanno contribuito alla realizzazioni di progetti capaci di mettere in moto le energie della nostra città. L’idea di fare qualcosa che fosse direttamente legato alla nostra attività è sempre stato presente nei nostri progetti. Come afferma Jules Verne in ‘Dalla Terra alla Luna’ l’alluminio “ha la bianchezza dell’argento, l’inalterabilità dell’oro, la tenacità del ferro, la fusibilità del rame e la leggerezza del vetro” e dunque perché non renderlo prezioso anche nel mondo dell’arte? Da qui l’idea del Premio COMEL: sollecitare la creatività degli artisti e invitarli a misurarsi con questo splendido metallo.

Il Premio COMEL è intitolato alla memoria di tua mamma che era una grande appassionata d’arte, in questo senso quale è stato il suo esempio e il suo insegnamento?

Proprio in seguito all’improvvisa scomparsa di mamma, cercammo un modo per affrontare un momento così difficile per tutta la famiglia e decidemmo di dar vita al Premio intitolandolo a lei. Mamma è stata, con papà, un grande esempio di generosità e altruismo. Amava la sua famiglia e il prossimo, sempre presente e disponibile con tutti, anche nel sostenere idee e progetti. La sua passione per l’Arte, la sua incredibile dinamicità e il suo essere accogliente e ospitale ci hanno guidato in questi anni.

Quali sono i valori alla base del Premio COMEL? I principi che muovono tutta l’organizzazione e la cura dell’evento dal bando alla mostra conclusiva e alle personali dei vincitori?

In questi anni la frase che ho spesso sentito dire dagli artisti, e che mi coinvolge emotivamente, è che il Premio COMEL è diverso dagli altri premi di Arte Contemporanea. È diverso perché, oltre essere dedicato ad un materiale specifico, nasce da un sentimento. L’attenzione e la cura di ogni sua fase è fondamentale, lo facciamo con professionalità, ma anche con tanta passione. L’incontro e la conoscenza con gli artisti finalisti diventa, poi, qualcosa di prezioso, che arricchisce e che spesso rimane incredibilmente nel tempo.

2018, premiazione dell’opera vincitrice della settima edizione del Premio COMEL

Il Premio COMEL è arrivato alla sua ottava edizione, tantissime opere sono passate sotto i tuoi occhi, c’è stata una evoluzione in questi anni per quanto riguarda le opere e nel tuo metodo di giudizio?

Tantissime sono le opere che in questi otto anni ho avuto il piacere e l’emozione di visionare. Tecniche, composizioni, studi più incredibili; la sfida lanciata dal Premio di creare utilizzando e sfruttando tutte le meravigliose caratteristiche dell’alluminio è stata accolta da artisti di tutta Europa ed oltre, ed è andata aldilà delle iniziali previsioni. L’alluminio lascia ampio spazio alle soluzioni creative degli artisti ed in ogni edizione diventa sempre più difficile selezionare solo 13 opere finaliste. Il mio ruolo è valutare come l’alluminio viene valorizzato, tenendo conto della tecnica e del soggetto, ma anche della poetica, perché anche dietro un metallo apparentemente freddo in questi anni ho percepito tanta poesia.