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Vincitrice Premio COMEL del Pubblico 2013

Spazio COMEL Arte Contemporanea
Dal 20 settembre al 5 ottobre 2014
A cura di Dafne Crocella

La ricerca artistica di Roxy Deva sui nuovi media e le loro interazioni con l’arte contemporanea, ha inizio nel 1998 con la sua specializzazione in tecniche grafiche presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Da questo momento comincia un ricco percorso che la porta a collaborare con importanti aziende nell’ambito della stampa, videogames e televisivo in Italia, Francia e Cina.
Il bagaglio di esperienze maturate in questi anni è alla base della sua attuale visione creativa.

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Il Processo Creativo
Le opere di Roxy Deva prendono vita da un disegno a mano libera su tavoletta digitale. L’opera entra quindi nel database del computer e da qui inizia il percorso di rielaborazione digitale. Il disegno viene scomposto seguendo regole matematiche e algoritmi che generano i frattali. Poi le scomposizioni vengono processate e nuovamente assemblate. Ogni immagine così creata porta in sé diversi livelli elaborati digitalmente che racchiudono l’immagine iniziale ormai invisibile. L’effetto finale offre l’intuizione di ciò che è stato e contemporaneamente di ciò che potrà essere.

La Ricerca Espressiva
Tutto si trasforma, questa la convinzione di partenza della ricerca artistica di Roxy Deva, la stasi è solo un’illusione. E allora come rappresentare in un’opera statica il continuo fluire di stati e potenzialità?
A questa domanda la matematica si offre come risposta e diventa elemento centrale della tecnica dell’artista: strumento per rappresentare l’essenza instabile di ogni forma.
Come nella musica, altra importante passione di Roxy Deva, la creatività e le regole matematiche s’incontrano stupendo con inaspettate armonie.
Il mondo naturale, con le sue leggi, diventa elemento rappresentativo dell’animo umano. Quella di Roxy Deva è una ricerca artistica introspettiva in cui ciò che accade nel profondo del nostro essere trova un corrispettivo metaforico nel mondo sensoriale.
Le opere di Roxy Deva possono essere considerate radiografie dell’animo umano. In questo modo l’artista rende visibili pulsioni, paure, emozioni, speranze e quanto vive nascosto nell’animo umano mostrandolo nella sua ripetitività atemporale.

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NO FEAR – L’ONDA
Niente paura se una grande onda ci sovrasta. Da amante surfista nell’opera di Roxy Deva non poteva mancare il richiamo al potere dell’onda. E così nasce l’imponente opera Onda – Radiografia del Caos (3 x 7,5 m) che dà il titolo alla mostra. Se da un lato il potere della natura può apparire pericoloso dall’altro affascina, proprio perché potente. L’onda creata dall’artista, non rappresenta solo l’elemento acqua mosso dal vento, ma assurge a simbolo di altre onde, quelle nascoste, intime, emotive, che pur non prendendo visivamente forma spesso ci sovrastano. Allora il richiamo all’onda diventa un richiamo a quanto vive dentro di noi e spesso ci scuote spaventandoci. La paura non è quella mossa da eventi esterni ma vive segretamente dentro l’animo umano. Rendendola immensa Roxy trova il coraggio di guardarla, di ammirarla e apprezzarla: altro modo non c’è per poterla cavalcare.
Si contrappone all’Onda il Giardino Interiore sviluppato su quattro lastre di alluminio. L’opera appartiene alla Serie delle Scatole d’Animo: “valigie” contenenti importanti stati d’animo da non dimenticare. Il Giardino Interiore rappresenta il profondo del nostro essere, il luogo calmo e tranquillo, dove ritroviamo noi stessi e recuperiamo le nostre forze.
Nella mostra troviamo la coppia Guerra – Radiografia di un Samurai e Dare – Radiografia di un Mistico con Fiore di Loto: due opere in dialogo che rappresentano la dicotomia e la coesistenza delle energie Yin e Yang. La prima indaga sulle pulsioni belliche presenti nell’animo umano allacciandosi a un ragionamento filosofico di storica memoria e complessa attualità. La seconda si allaccia alle pulsioni opposte e giocando sul doppio significato del termine “dare” in italiano e inglese (in inglese dare significa sfida) sottolinea la forza presente nelle energie empatiche e altruistiche.
Ritroviamo forte e pregnante il tema dell’impermanenza nell’ormai nota opera vincitrice dell’Audience Award del Premio Comel 2013 Cielo e Terra – Il Pensiero Umano. Tredici pannelli d’alluminio rappresentano una foresta scossa dal vento, dove passato, presente e futuro si fondono creando la sensazione di un eterno fluire in cui ogni istante è imprescindibile dal precedente e dal successivo.
Infine l’opera Amleto – Radiografia di un Teschio si pone come immagine di noi stessi che attraverso il tempo ci interroga con le immortali domande shakespeariane, e con i più recenti dubbi frommiani sull’essere, e l’avere.

“… scattare una foto all’anima.
Rappresentare l’interiorità con il suo potenziale dinamico…”
Questa la mission di Roxy Deva:
pioniera dell’arte digitale, profonda nei soggetti e
coraggiosa nelle sperimentazioni.