VERBALE DELLA GIURIA
PREMIO COMEL VANNA MIGLIORIN 2018

Il giorno 7 Ottobre 2018, alle ore 10, presso la galleria Spazio COMEL Arte Contemporanea di Latina, si è riunita la commissione giudicatrice della settima edizione del premio internazionale di Arte Contemporanea COMEL Vanna Migliorin. Sono presenti: Andrea Baffoni, Ada Patrizia Fiorillo, Maria Gabriella Mazzola, Giorgio Agnisola, presidente. È assente Lorenzo Canova, impossibilitato ad intervenire.
Dopo i saluti di Maria Gabriella Mazzola, Giorgio Agnisola apre i lavori ricordando il tema della presente edizione, “Armonie in alluminio”, ed invitando i membri della giuria a compiere singolarmente una circostanziata ricognizione delle opere, individuando possibilmente una terna di nomi sui quali porre l’attenzione in vista dell’attribuzione del premio. Ai giurati in precedenza l’organizzazione del premio aveva fatto pervenire un video delle tredici opere finaliste già collocate in galleria.
Si passa quindi ad una cordiale discussione, nel corso della quale i giurati esplicitano e motivano le loro preferenze. Si torna quindi a rivedere le opere, questa volta collegialmente, non prima di aver effettuato un collegamento telefonico con Lorenzo Canova, a cui si fa presente lo stato dei lavori, acquisendo, nel contempo, il suo parere.

Si giunge quindi alla discussione conclusiva e dopo un sereno scambio di idee la commissione decide di assegnare il Premio Comel 2018 a:
Sergey Filatov, artista russo, con la seguente motivazione:

Nell’opera Platasonus, Sergey Filatov, rifacendosi alle sperimentazioni tra musica d’avanguardia e arti visive, con essenzialità costruttiva e originale e minimale tecnologia, utilizza l’alluminio come metallo sonoro, grazie all’azione percussiva di fili mossi da semplici congegni elettrici, recanti all’estremità piccoli batacchi. Il contrasto tra l’essenzialità funzionale della struttura e la suggestiva casualità degli effetti musicali si risolve in un senso di delicata, discreta e intimistica armonia, non scevra da una sottile e forse inquietante allusione alle possibili ibridazioni tra l’uomo e la macchina

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La giuria, sottolineato il buon livello e la varietà di registri stilistici e di percorsi tecnologici delle opere finaliste, decide quindi di segnalare quattro lavori.
Precisamente:

• “Labyrinth I “, (2017), di Federica Zianni, con la seguente motivazione:

Una forma cava e sottolineata da un motivo formale avvolgente, in cui il riferimento ad una natura organica e in particolare alla struttura interna di un padiglione auricolare è motivo per riportarci intensamente al tema dell’ascolto e del silenzio.

Zianni

• “My time“, (2018), di Marco Cavalieri, con la seguente motivazione:

Nell’opera My time di Marco Cavalieri, l’originale assemblaggio di oggetti e lastre incise di alluminio a configurare un immaginario congegno girevole, confezionato a modo di totem, rimanda all’idea di meccanismi interni della vita, tra memoria e tempo.

Cavalieri

• “Piattaforma AL-13“, (2018), di Laura De Lorenzo, con la seguente motivazione:

Nella struttura caratterizzata da una elegante essenzialità compositiva- Piattaforma AL-13 di Laura De Lorenzo, coesistono, con un assetto di felice sintesi visiva, dinamica costruttiva e planare ed effetti pittorici affidati alle qualità duttili e sensibili del metallo.

De Lorenzo

• “My Open heart“, (2018), di Monika Kosior, con la seguente motivazione:

In My Open heart, l’artista polacca Monika Kosior gioca con raffinatezza tra il “cuore aperto” dell’intimità psicologica e spirituale dell’artista e il disvelamento quasi chirurgico dell’anatomia di un organo da sempre in bilico tra le sue funzioni fisiche e la sua millenaria connotazione metaforica e simbolica.

Kosior

La commissione esprime il suo sincero apprezzamento per l’iniziativa e per la qualità delle opere esposte ed augura un felice successo all’iniziativa.

Latina, 16 ottobre 2017


VINCITORE PREMIO DELLA GIURIA:
SERGEY FILATOV

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Biografia

Sergey Filatov è un artista poliedrico che spazia dalle belle arti alla musica. Autore di strumenti musicali e sculture sonore. Dal 2003 è membro della International Association of Art – AIAP UNESCO.

Vincitore del premio di arte contemporanea Kuryokhin 2016, nella categoria “Best media object”. Le sue opere fanno parte di collezioni in Russia, India, Canada, Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti.

Ha partecipato ad importanti progetti artistici e festival, come “Ars Electronica” (Linz, Austria), “Biennale of Contemporary Art” (Moscow), “Waterfront” (St. Petersburg – Helsinki – Copenhagen); International cultural forum (State Hermitage) etc…

 


VINCITORE PREMIO DEL PUBBLICO:
CARMELO MINARDI

Il riconoscimento del Pubblico va a Carmelo Minardi per l’opera Musa Spaziale.

Il grande fascino di quest’opera ha colpito il pubblico per la sua capacità evocativa di immagini di altri luoghi e tempi futuri. Un’opera che colpisce inizialmente per la sua bellezza estetica e che poi svela pian piano l’incredibile abilità tecnica con cui è stata realizzata.

Carmelo Minardi risulta essere un abile scultore dell’alluminio, capace di padroneggiare una tecnica come l’ossitaglio che si usa abitualmente con altri metalli. In base a questa tecnica il metallo viene tagliato con uno strumento che utilizza un getto di ossigeno puro. Per le sue caratteristiche e conformazione chimica, l’alluminio oltre a tagliarsi si deforma ottenendo questo particolare effetto “accartocciato” che nell’industria non viene utilizzato, ma che acquista un fascino unico nell’arte e che Carmelo Minardi ha saputo rendere vivido e vibrante.