VERBALE DELLA GIURIA
PREMIO COMEL VANNA MIGLIORIN 2016

Il giorno 17 ottobre 2016, alle ore 11, presso Spazio COMEL in via Neghelli 68, Latina, si è riunita la commissione giudicatrice della quinta edizione del premio COMEL Vanna Migliorin. Sono presenti Giorgio Agnisola, Fabio Barisani, Maria Gabriella Mazzola. Gli altri due membri della giuria Anna Amendolagine e Dario Giugliano hanno fatto pervenire riservatamente le loro preferenze al comitato curatoriale del premio, indicando quattro nomi su cui avevano soffermato la loro attenzione, indicando nel contempo l’opera a cui a loro giudizio poteva essere attribuito il premio. A tutti i giurati in precedenza era stato inviato un video dettagliato delle opere finaliste, presentate singolarmente e nell’insieme dell’allestimento presso spazio COMEL.
Presiede Giorgio Agnisola che invita i giurati a compiere preliminarmente una attenta ricognizione delle opere presenti nello spazio, indicando anch’essi quattro preferenze. Si passa al confronto dei pareri di ciascuno, avviando una serena discussione. Si valutano le opere sia in relazione alla resa artistica, sia relativamente al tema della presente edizione, “Lucente alluminio”.

Dal risultato dei pareri personali, tenendo presenti le scelte dei due giurati assenti, la giuria dopo circostanziata disamina, decide di assegnare il Premio COMEL Vanna Migliorin 2016 all’opera: “Raminia N.12”, (2012), di Luce Genevieve Delhove, per la quale la giuria ha espresso la seguente motivazione:

L’opera muovendo da uno spirito neo dadaista con una finissima tensione astratta testimonia una colta e raffinata capacità ricreativa in termini visivi, modulando le superfici lamellari di un radiatore in alluminio con segni e impressioni tali da evocare con una rara sensibilità poetica e musicale le infinite modulazioni della luce riverberata dal metallo.

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La giuria decide inoltre di indicare due opere che per registro espressivo e stilistico e per rispondenza al tema meritano una particolare segnalazione. Precisamente:

• “Schegge di stelle trafiggono la notte”, (2016), di Ugo Cossu, con la seguente motivazione:

L’opera si caratterizza per una calibratissima composizione geometrico-spaziale, realizzata con una base sagomata a variabile rilievo, attraversata, come fossero fasci di luce, da due lame di alluminio incise con segni finemente elaborati in chiave geometrica e decorativa.

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• “Metropolis”, (2016), di Giampaolo Cataudella, con la seguente motivazione:

“L’opera è una superficie rilevata e informe, in cui il metallo trapela entro un cromatismo rossastro, con innesti e raschiature e segni incisi, scompartita in due zone recisamente divise da una fessura verticale, come una ferita che taglia al centro l’opera. La nettezza di tale fessura contrasta con la casualità del contesto formale. A fare da sintesi è la luce morbida, pacata, come un sotteso riverbero, che emana lievemente dal metallo.”

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La giuria ritiene di assegnare un premio speciale alla carriera.

L’idea del premio scaturisce dalla costatazione non solo della indubbia qualità delle opere finaliste, ma altresì dalla importanza degli artisti selezionati. Alcuni di essi infatti hanno un curriculum di grosso rilievo.
Il premio alla carriera si configura dunque come premio che prescinde in certo modo dal concorso, riguardando l’intera attività dell’artista e la sua particolare significatività nell’ambito del panorama artistico presente.

Il premio viene assegnato a Valeria Gramiccia, artista che ha vissuto dall’interno e con assoluta rilevanza il milieu artistico italiano degli ultimi decenni, sia sul piano creativo che storico-artistico. Ha collaborato alla cura scientifica e organizzativa di mostre ed eventi di rilievo internazionale, è stata assistente di grandi maestri contemporanei. Oggi rappresenta una delle testimonianze più coerenti e raffinate dell’arte italiana presente. Il suo registro, caratterizzato da un segno leggero e sicuro, in particolare nell’arte grafica, tra articolazione astratta e dimensione onirica, si pone contemporaneamente nel solco della tradizione più felice dell’espressionismo astratto del dopoguerra e in quello di un’arte concettualmente colta, elaborata come riflesso di una rara e poetica pronuncia espressiva.

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La giuria, testimoniando il suo vivo apprezzamento agli organizzatori per la bontà del premio e il suo ragguardevole livello di coinvolgimento conseguito sul piano nazionale e internazionale, formula voti augurali per le future edizioni.

Latina, 17 ottobre 2016


VINCITORE PREMIO DELLA GIURIA:
LUCE GENEVIEVE DELHOVE

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Biografia

Luce Genevieve Delhove nasce in Belgio. Designer, incisore, pittrice e scultrice, vive e lavora a Milano ed è titolare della cattedra di Grafica presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Fin dal 1979 si occupa d’incisione, approfondendone le conoscenze dei linguaggi e delle tecniche e dal 1998 incomincia a sperimentare nuovi materiali per le grafiche. Realizza quindi delle sculture con carte stampate, cellulosa, ferro e materiale tessile. Inoltre sperimenta l’ardesia e si dedica anche alla realizzazione di gioielli. L’arte dell’incisione si ritrova in tutto il lavoro di Luce Delhove: percezione, esperienza e consapevolezza della memoria, volontà cognitiva e tensione costruttiva. La ricerca sulla luce che inizialmente è limitata allo spazio bidimensionale si espande nello spazio tridimensionale della scultura, nell’installazione e nei gioielli d’artista. L’abilità tecnica e l’influenza del design si fondono con la ricerca artistica. Dal 2006 la sua attenzione si sofferma sull’osservazione delle palme e di tutti gli elementi che la compongono, come fibre, foglie, semi, realizzando frottage su lunghi fogli stretti assomiglianti a grandi kakemono, alte sculture verticali di carta pesta, piccoli e grandi ventagli. Dal 2011 realizza sculture in ferro e alluminio con materiale di riciclo creando delle texture sulle superfici. Dal 2012, lavora su un progetto intitolato, “Infinite ragioni”, dedicato al fiume Adda, ponendo una particolare attenzione alla presenza delle robinie. Partecipa a numerose collettive e realizza personali in Italia e all’estero.


VINCITORI PREMIO DEL PUBBLICO:
ELENA DIACO MAYER
MOSTAFA RAHIMI VISHTEH