VERBALE DELLA GIURIA
PREMIO COMEL VANNA MIGLIORIN 2014

Il giorno 23 marzo 2014, presso lo spazio Comel di Latina, si è riunita la commissione giudicatrice della terza edizione del premio Comel-Vanna Migliorin. Sono presenti, Marcello Carlino, Maria Gabriella Mazzola, Augusto Pieroni, Giorgio Agnisola. Quest’ultimo presiede.
È assente Agnés Martin, che però ha fatto pervenire le sue segnalazioni.
I giurati compiono singolarmente una prima ricognizione delle opere finaliste, esprimendo tre preferenze.  Si passa ad un confronto delle segnalazioni espresse da ciascun giurato, tenuto conto altresì delle indicazioni di Agnés Martin, pervenendo ad una rosa di opere, su cui concentrare l’attenzione in vista della designazione del vincitore. Esse sono dei seguenti artisti: Marcella Belletti, Giuseppina Bonsangue, Gianluca Caputi, Pino Deodato, Irina Novarese. Dopo una serena discussione, in cui ciascun giurato ha motivato le sue scelte, tenendo conto anche del regolamento del concorso, si perviene alla seguente decisione:

Il Premio COMEL Arte ContemporaneaVanna Migliorin 2014, terza edizione, è attribuito all’opera “Colui che vede lontano” di Pino Deodato, con la seguente motivazione:

“Caratterizzata da una tecnica sapiente, che lavora con grande efficacia l’alluminio e ne sfrutta le possibilità di applicazione espressiva al piccolo formato, “Colui che vede lontano” è contraddistinta da una acuta ironia, che tempera e rende dicibile l’energia visionaria contenuta nell’opera. In sintonia con la tradizione dell’avanguardia surrealista, il desiderio di vedere e insieme di ascoltare, mobilitando un concorso pieno dei sensi, sospinge il personaggio rappresentato, e con lui lo spettatore che interpreta, verso un orizzonte altro, oltre la soglia, una soglia comunque resistente e refrattaria, sul cui piano la vita può essere pensata come mutata, disposta ad un nuovo percorso.”

Deodato-Pino


La giuria inoltre decide di segnalare due opere che meritano la più sincera attenzione:

con la seguente motivazione:

“Le opere di Belletti e Novarese si impostano entrambe sulla dimensione e sul valore dell’intreccio. “Trama 13” fila con leggerezza e soavità l’alluminio, equilibrandone la volatilità raffinata con il peso materico di nappe di creta, e sa tesserlo in un testo che appare denso testimone di memorie: la citazione della tenda, così, vale quasi da racconto e da richiamo, da sipario che potenzialmente si apre sulla casa dell’essere. “How to lie with maps” adopera l’alluminio in modi particolarissimi e lo rende segno di un viaggio diramato e mobile, lineare e tortile, esatto e molteplice, espanso e reticolare, cangiante e infinito, nel quale si proietta il senso di un’esperienza che non smette, di una ricerca che ha il profilo di un labirinto e che pure contiene e dichiara una sfida al labirinto.”

La giuria infine, esprimendo la propria soddisfazione per il buon risultato del concorso e per la qualità delle opere partecipanti, formula i più sinceri voti augurali per il futuro del premio.

Latina, 23 di Marzo 2014


 

VINCITORE PREMIO DELLA GIURIA E DEL PUBBLICO:
PINO DEODATO

_DSC8276_01Biografia

Pino Deodato, originario della provincia di Vibo Valentia, si trasferisce a Milano per studiare all’Accademia di Brera ed entra in contatto con i maggiori artisti milanesi, tra cui Spadari, di cui diventa assistente.
Partecipa a importanti manifestazioni a livello europeo, e negli anni ’70 e ’80, si dedica al murales di tematica sociale. A partire dagli anni ’90 la sua ricerca artistica si veste di realismo magico che lo porta a creare dei personaggi che raccontano storie e attitudini degli uomini attraverso delicate allegorie.